GABRIEL FAURE’ E

DINTORNI

La musica a Parigi fra '800 e '900

Una mostra fotografica, contenente anche libri, spartiti, riviste.., sul mondo della musica francese fra ‘800 e ‘900 dedicata al musicista francese. Gabriel Fauré e dintorni, questo il titolo dell’esposizione che raccoglierà intorno alla figura del musicista francese una serie di immagini di coloro che hanno segnato un’epoca nella temperie musicale fra i due secoli a Parigi, pensando soprattutto a due figure cardine come Satie e Debussy, ma anche Gounod, Massenet, Saint-Saens, Ravel, o personaggi chiave come Alfred Cortot, Nadia Boulanger e Suzanne Valadon... La mostra, realizzata con le collezioni del Museo Parigino a Roma, ripercorre alcuni decenni di vicende culturali parigine fondamentali, e si dipana dal 1870, circa, agli anni delle avanguardie, partendo dalla musica e sfiorando la letteratura, l’arte, il teatro e la danza che con essa hanno avuto rapporti imprescindibili. Non si può pensare, infatti, alla produzione musicale simbolista, per esempio, senza Huysmans, Mallarmé, Villiers de l’Isle-Adam, né si può immaginare la musica delle avanguardie che scossero il nuovo secolo senza le connessioni con l’arte di Picasso o il genio di Cocteau, come non si può immaginare Erik Satie senza René Clair e il cinema di Entracte. Vengono in mente le parole di un grande studioso della musica francese, Vladimir Jankélévitch, che fanno da prefazione ad un suo libro su Fauré: "Nella storia dell’arte ci sono dei periodi emozionanti in cui si vede la poesia e la musica fraternizzare l’una con l’altra come per effetto di una improvvisa cospirazione. Momenti felici e in qualche modo unici per i paesi che li hanno vissuti! I poeti sembrano scrivere per i musicisti, le musiche d’altronde scorrono così perfettamente nelle poesie che sembrano nate per fare ad esse dono del proprio lirismo e del proprio ardore". Verlaine, tanto per fare un esempio, ha sollecitato parallelamente le musiche di Debussy come quelle di Fauré. E’ una congiunzione felice quella che si è verificata in Francia a partire dal 1870 e dove, appunto, la Bonne chanson di Verlaine sembra legata da una sorta di necessità sovrana alla musica di Fauré. La mostra, dove è possibile, intende sottolineare tali parallelismi, evidenziare le felici complicità fra le arti e i loro demiurgi. E così vedremo come Debussy e Meterlink si ritroveranno intorno allo stesso desco per assaporare l’anelito poetico dell’amore di Pelléas e di Mélisande, o come il Martirio di San Sebastiano abbia prodotto emozioni congiunte fra Debussy e D’annunzio, oppure come Satie, Picasso, Cocteau e Massine abbiano percorso insieme, a passi di danza o in punta di pensiero, i campi d’oro della creatività in Parade.

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