LES AMOUREUX

DANS LA CARTE POSTALE

Innamorati in cartolina a Parigi fra '800 e '900

La mostra "Gli innamorati parigini nelle cartoline del Novecento" è dedicata "aux amoureux parisiens dans la carte postale", una spiritosa esposizione di cartoline della prima metà di secolo scorso in cui la speranza di un "si", il timore di un "no" , il suggello di un bacio, l’intrepida passione d’amore, la felicità conquistata fra sguardi furtivi e carezze al borotalco sono affidati, se tutto va bene, alla curiosità divertita di un portalettere o di una portinaia paraninfa per propensione naturale ufficializzata da un timbro postale. L’avvento della cartolina postale è un fenomeno relativamente recente e, anche se la popolarità delle cartoline illustrate per San Valentino risalgono al 1850-1860 e solo una decina d’anni più tardi che la fortuna della cartolina inizia una parabola ascendente che toccherà vertici da capogiro. Il progresso della tecnica di stampa e della fotografia all’inizio del nostro secolo consentì di migliorare la qualità delle cartoline e di arricchire anche il patrimonio di immagini. Nel 1906 in Gran Bretagna, uno dei paesi più sensibili a questa nuova moda, si giunse a spedire quasi un milione di cartoline in cui la banale vista sul mare gareggiava con l’eleganza delle signorine Art Nouveau o poco dopo, con la stile più sobrio della donna Déco. Gli innamorati non potevano mancare all’appuntamento con uno dei mezzi rivoluzionari della comunicazione, visto oggi con occhi inteneriti dal ricordo sospiroso di Pomponnette, una timida signorinella del 1900 oggi alle soglie del Duemila, che ha custodito gelosamente questa collezione snidata dal Museo Parigino a Roma. Tanti fiori, a mazzi e in serti, ghirlande e opultente corbeilles incorniciano volti e pose romantiche: Rose rosse inebbriano l’aria di profumi sensuali e Lui, innamorato perso, occhi bassi con la mano nella mano di Lei, pone la domanda : Si des fleurs la rose est la reine/ qui de mon coeur est la souveraine? E in un’altra cartolina una Lei radiosa ad un Lui esanime dalla passione: Que de choses dans un sourire/ Que l’on pense et qu’on ne peut dire. E così via... Bocche che si cercano, mani che si inseguono, sospiri che si intrecciano, sguardi che rapiscono celati da cappelli piumosi e floreali, acconciature vezzose , scollature castigate nelle une , audaci nelle altre e poi la frase : Loin du monde réel/ le baiser nous transporte/ Et nous ouvre la porte/ Du paradis charnel. Scusate se è poco! Inoltre, appaiono in mostra baffi conquistatori di impettiti giovanotti in divisa militare che costituiscono il vanto ,l’orgoglio, l’amor di patria e l’anelito del maschio francese in immagini kitch, intriganti, nostalgiche e soprattutto divertenti. E in talune cartoline del periodo bellico nemmeno la guerra riesce ad offuscare la speranza messa in bocca ai gloriosi artiglieri che lasciano l’amata , per il drapeau tricolore: Tout coeur est Français, qu’il le soit toujours/ Ils vont revenir les radieux jours

 

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